Save the Primates
SALVIAMO I PRIMATI
Campagna
Raccolta fondi
Abbiamo recentemente avviato una campagna di crowdfunding per espandere l’habitat dei lemuri cantanti (Indri indri) e sostenere le comunità locali.
Grazie al contributo di Flott, Fondazione Zoom, alla piattaforma Idea Ginger e decine di donatori, abbiamo superato il 120 % dell’obiettivo. Con DBios, U Onlus e l’Università di Torino potremo piantare 10.000 alberi su 5 ettari e coinvolgere numerosi abitanti locali.
Cosa sono i primati?
I primati includono lemuri, scimmie, grandi antropomorfi e anche l’uomo. I loro primi antenati comparvero circa 65 milioni di anni fa, resistendo all’estinzione dei dinosauri. Circa 10 milioni di anni più tardi si divisero in strepsirrini (lemuri, lory, galagoni) e haplorrini (tarsii, scimmie del Nuovo e Vecchio Mondo).
Ogni gruppo si è evoluto in modo indipendente: alcuni, come le aluatte sudamericane, hanno la coda prensile; altri, come i tarsii, grandi occhi notturni; i gorilla invece ad esempio hanno pollici opponibili.
Il problema
Le principali minacce ai primati sono:
- Perdita di habitat, dovuta ad agricoltura, estrazione mineraria, urbanizzazione, deforestazione, desertificazione e inquinamento.
- Bracconaggio e commercio illegale, incluse catture per gabbie private o hotel – con traumi irreversibili.
- Malattie trasmissibili all’uomo (HIV, Ebola, lebbra, Covid-19).
- Cambiamenti climatici, con siccità che riducono la disponibilità di frutti e fiori, principali fonti nutritive.
- Specie invasive, introdotte dagli umani, che competono, parassitano o ibridano i primati autoctoni.
Stato di conservazione
Secondo l’IUCN, esistono 521 specie di primati, principalmente terrestri, e oltre il 60 % rischia l’estinzione. Tra le specie più critiche:
- L’orangotango di Tapanuli (Pongo tapanuliensis), circa 800 individui rimasti, già quasi estinto.
Soluzioni possibili
Per proteggere primati seriamente minacciati, sono necessarie diverse azioni:
- 1. Protezione e gestione delle aree naturali, con riforestazione.
- 2. Sviluppo di normative agricole, forestali e industriali sostenibili.
- 3. Creazione di parchi nazionali e centri di recupero, per reintroduzione.
- 4. Ricapitalizzazione tramite CITES, già applicata per 60 specie.
- 5. Sensibilizzazione tramite educazione, formazione e campagne mediatiche.
Le nostre iniziative
Progetto Maromizaha (Madagascar)
La World Sustainability Foundation sostiene la ricerca della Facoltà di Scienze dell’Università di Torino (DBIOS) e di U‑Onlus in Madagascar:
- Monitoraggio dell’indri nella riserva primaria Maromizaha.
- Coinvolgimento di comunità locali con formazione ambientale.
- Riforestazione, sviluppo di tecniche di ascolto passivo (PAM) per riconoscere famiglie, singoli individui, sesso ed età.
- Supporto a programmi universitari e avvio di borse di studio e corsi per giovani e gruppi femminili.
Ad oggi, in Madagascar vivono 14 famiglie di indri nella riserva e circa 200 individui, su un totale stimato tra 1.000 e i 5.000 nell’isola. L’IUCN classifica l’indri come “Pericolo critico”.
Collaborazioni e risultati
- Il progetto, attivo dal gennaio 2022, opera nel Centro Multifunzionale della riserva istituita nel 2015.
- Oltre ai monitoraggi, promuove ecoturismo, azioni didattiche, ricostituzione forestale locali, formazione di guide e assistenza per donne e studenti.

