La falena Acherontia atropos torna a Reggio Calabria dopo quarant’anni. La scoperta grazie al Global Butterfly Census di Friend of the Earth®

Dopo quarant’anni la falena Acherontia atropos torna a fare visita a Reggio Calabria. L’ultimo avvistamento della specie comunemente conosciuta come Sfinge testa di morto, a causa di una peculiare macchia sul torace che crea l’illusione di un teschio umano, risaliva infatti al febbraio 1982 (Longo S. 2016).

La scoperta, importante tanto per le informazioni sulla biodiversità quanto per i dati sul nostro habitat, è stata possibile grazie al Global Butterfly Census di Friend of the Earth®, il progetto di Citizen Science per promuovere la sensibilizzazione e la conservazione di farfalle e falene tra i cittadini di tutto il mondo. Ciò che Friend of the Earth® chiede è infatti di scattare una foto ad una farfalla o falena avvistata, evitando di disturbarla, e inviare la foto al numero WhatsApp +39 351 2522520 o all’e-mail info@friendoftheearth.org con le coordinate di posizione.

E questo è proprio ciò che ha fatto un cittadino di Arghillà, quartiere di Reggio Calabria, che il 28 marzo scorso ha inviato a Friend of the Earth® la foto della falena identificata poi come Acherontia atropos. Una volta ricevuta l’immagine, la naturalista Clarissa Puccioni, Sustainable campaign developer per Friend of the Earth®, ha avviato subito le ricerche, insieme con il divulgatore Alessandro Bisi, fondatore del sito Papilionea . Dai loro studi la conferma della notizia: dopo quarant’anni la falena è tornata a fare capolino a Reggio Calabria. Secondo la rivista di apicoltura Apitalia, infatti, la presenza della falena in città era stata registrata una sola volta, nel 1982, appunto.

La “Sfinge” vive a temperature calde, si riproduce infatti in Nord Africa e si sposta nell’area mediterranea fino in Europa settentrionale. È una falena con abitudini notturne, e può essere attratta dalla luce artificiale. Durante il giorno di norma può essere trovata su muri o su cortecce, al riparo dalla luce solare. Molto golosa di miele, si introduce negli alveari e nei favi rilasciando molecole chimiche compatibili con quelle delle api operaie. Così, indisturbata, la falena può fare rifornimento di miele.

L’agricoltura intensiva o sbalzi climatici importanti potrebbero essere tra le cause dell’assenza della falena per tutti questi anni. Vivendo in zone con colture agricole, può risentire dell’uso di pesticidi aggressivi o dell’inquinamento. La “Sfinge”, come tutte le falene, è sensibile agli andamenti stagionali, per cui se sente uno sbalzo termico importante o temperature differenti da quelle a cui è abituata può incorrere alla perdita degli stadi giovanili tutti assieme.

Friend of the Earth® sta attualmente valutando se annoverare i cambiamenti climatici tra le ragioni della ricomparsa della falena. L’Acherontia atropos è una specie termofila e il generale aumento delle temperature potrebbe aver creato a Reggio Calabria un clima e un ambiente favorevole per lo sviluppo della specie che da migratoria potrebbe diventare stanziale.